giovedì, 05 marzo 2009, ore 15:23
Se non vado errata, erano i compiti per le vacanze datici alla fine della prima media, perciò parliamo dell'estate in cui ho compiuto 12 anni. La professoressa di lettere ci aveva dato una serie di temi da svolgere a casa, durante l'estate, e come al solito a me non piacevano. Trovavo terribilmente banali e stucchevoli gli argomenti su cui ci chiedeva di scrivere... non sapevo quanto peggio sarebbe stato al ginnasio!
Il tema incriminato ci chiedeva di parlare dei nostri eroi. In mezza pagina, più o meno, spiegai che io non avevo eroi, che non ne sentivo la necessità. La mia scrittura era minuscola, e il mio rifiuto di allungare il brodo evidente. La professoressa, che su ogni tema aveva un'idea ben precisa di come lo svolgimento avrebbe dovuto essere, non apprezzò. Mi intimò di rifare tutto, con una lunghezza minima di... non ricordo, due o tre facciate, comunque, non meno, perchè meno non era accettabile. Mai capita questa fissa di misurare la validità di uno scritto dalla sua lunghezza...
Allungare il brodo, come dicevo, non mi è mai piaciuto. Non lo feci nemmeno quella volta. Piuttosto, preferii mentire, e presi a modello, data l'epoca, i magistrati che facevano inchieste "scomode" (era il periodo di "Mani Pulite") e che pagavano le proprie inchieste con la vita (Falcone e Borsellino erano appena stati uccisi). Non che non apprezzassi queste persone, intendiamoci; sicuramente trovavo che fosse giusto andare avanti nel proprio lavoro, e farlo fino alle estreme conseguenze, se il sacrificio può portare a un bene per tutti. Ma non erano i miei eroi, i miei esempi da seguire...
Il motivo è semplicissimo: non ho veri e propri eroi, non mi ispiro a una persona piuttosto che a un'altra, non dico a me stessa (e agli altri) "voglio essere come il tale o il tal altro". Ho idee piuttosto precise, e anche piuttosto personali, sulle qualità desiderabili in una persona, sulle qualità che io stessa vorrei avere, e su come vorrei comportarmi verso il mondo; mi sforzo di essere la persona migliore possibile; ma non chiedetemi chi sia il mio punto di riferimento.
A mio modo di vedere si tratta di una domanda stupida. Solo i bambini, e coloro che non sono capaci di distinguere il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, hanno sempre bisogno di qualcuno che faccia loro da stella polare, coi propri comportamenti, le proprie opinioni, i propri valori.
elipiccottero