martedì, 17 novembre 2009, ore 17:02
Mattina di nebbia fitta. La strada, fra due ali di bosco che tendono a richiudersi sopra la testa, si svolge sinuosa e piena di buche come al solito. Gli alberi son diventati gialli tutti insieme, all'improvviso. Due grandi fari, di fronte, e all'improvviso ti si para davanti un camion. La motrice bianca si vede appena, ha i margini indistinti. Nonostante il rombo, dà l'impressione di un fantasma che passi silenzioso.
Avrei voluto scrivere un post su tutto ciò che mi è accaduto da che ho lasciato Trieste. Si sarebbe dovuto intitolare "Vegetazione tipica della Lunigiana". Ci ho pensato troppo a lungo, troppe idee e troppi spunti si sono accumulati, troppe cose sono cambiate. Rimane solo la Lunigiana, bella e difficile, con le sue strade da incubo e la difficoltà a trovare lavoro, ma anche con la sensazione che si prova di essere sempre e comunque persone, a prescindere da ciò che si ha e dal lavoro che si svolge.
Ho provato a cercare lavoro da queste parti. Ne sono uscite una serie di chiamate per colloqui, una più improbabile dell'altra. Ne è uscito anche un colloquio, al quale son stata subito scelta. Da qui, due settimane avanti e indietro da Carrara (che è dietro l'angolo, ma insieme non lo è), per capire che ci sono cose che ora non posso più fare, per quanto io mi impegni.
Mi accingo a ripartire, per avere una casa, una famiglia e una vita. O per lo meno, perchè le abbia mia figlia. Perchè anche se mi fido di chi ci accoglierà, ho imparato molto bene che nella vita succedono cose molto più strane di quanto ci si possa immaginare.
elipiccottero
martedì, 15 settembre 2009, ore 11:41
La piccola sapiente ha mani e piedi grandi, e occhi blu, profondi, che tiene fissi su di me mentre mangia.
La sua rabbia è assoluta, assoluti il suo dolore e la sua disperazione.
Il suo odore è il mio, e il mio è il suo.
E' un adorabile vampiro, che mi fa ridere e piangere.
Si prende tutto il mio tempo e le mie energie, si è presa anche molto altro, forse tutto ciò che è stato.
Gli occhi della piccola sapiente contengono il mondo.
elipiccottero
martedì, 17 marzo 2009, ore 14:34
Vorrei avere il tempo di fare tutto. Forse il tempo ci sarebbe, sono le forze che mancano.
Suppongo che potrei chiedere aiuto a qualcuno, ma come al solito mi faccio problemi, mi vergogno. Temo di disturbare.
Temo sempre di disturbare. Poi finisce regolarmente che tutti si offrono di aiutarmi, ma alla fine si tirano indietro, o me lo fanno pesare. E per tutti intendo proprio tutti, a partire dai miei genitori, giù giù fino ai semplici conoscenti. C'è qualcosa in me che dà fastidio o mette a disagio, forse...
Stringo i denti e vado avanti.
elipiccottero
giovedì, 12 marzo 2009, ore 18:58
Lotto contro la vita, quando mi sembra che sia ingiusta con me. C'è chi dice che sia un errore, che sia il modo migliore per far sì che tutto vada anche peggio. Però non mi riesce di stare a guardare, quando le cose si accumulano e si accumulano e si accumulano, apparentemente senza alcuna possibilità di farle smettere, senza possibilità di respirare...
Eppure.
Eppure alla fine sono incredibilmente fortunata. Mi si rovesciano addosso una serie di circostanze improbabili, pesanti, a volte vicine al tragico... finchè non salta fuori che tutte le sfortune mi collocano in una inaspettata posizione di privilegio. Oddio, spesso l'abitudine ad affrontare le situazioni più disparate (o disperate?) mi rende semplicemente più capace e più rapida nella reazione. Più adatta.
Altre volte, però, non posso che dire: sono fortunata. Una situazione senza sbocco si trasforma in una risorsa preziosa. E mentre attorno tutto crolla, e altri non sanno dove sbattere la testa, io vado avanti.
Sono una barchetta rappezzata, sulla quale si viaggia scomodi e spesso nel timore di affondare, ma una barchetta che, leggera, supera tempeste capaci di affondare lussuosi transatlantici, sui quali si viaggia serviti e riveriti, e navi robuste, apparentemente sicure.
Mi piace credere che la vita finisca sempre per premiare la mia perseveranza, il mio rifiuto di arrendermi e di fare la vittima.
elipiccottero
mercoledì, 11 marzo 2009, ore 17:23
Accettare il cambiamento, cercando di accompagnarlo. Mi piace cambiare, ma le rivoluzioni mi spaventano un po'. Se è possibile pararsi le spalle, perchè no?
Nossignori, o tutto o niente: o la quiete uguale a morte, o un cambiamento totale, radicale. Cerco di farmi trascinare, ma di tanto in tanto vorrei riuscire a tirar fuori la testa dall'acqua tanto da prendere una bella boccata d'aria... non solo piccoli sorsi, che fanno sopravvivere, ma col terrore che il prossimo non arrivi abbastanza presto.
Brava formichina che risparmi cibo e denaro, e pazienza se rinunci a molto. Per un altro poco si va avanti, anche se tutto dovesse precipitare, e poi... chissà!
Mi faccio regali ogni tanto, piccoli regali che sono simili a gocce di rugiada sulle foglie, ma nessuno di questi sembrerebbe uno sproposito. Forse per molti non sarebbero nemmeno regali.
Non faccio mai il passo più lungo della gamba, eppure sono pronta a rischiare più di altri, almeno in apparenza...
Vorrei potermi prendere il rischio massimo. Ma troppe persone sono coinvolte, e qualcuno non può scegliere, non può uscirne che felice o rovinato. Ancora una volta, passo e gamba saranno commisurati.
elipiccottero
sabato, 28 febbraio 2009, ore 09:24
Sabato mattina al lavoro. Mi annoio a morte, ma probabilmente è solo colpa del silenzio e della necessità di stare più o meno ferma e vicina al computer. Correre è una cosa che non mi arrischio assolutamente più a fare, per molte ragioni... tutte legate ai dolori atroci che seguirebbero. Vorrei poter dire: passerà, ma, anche se qualche anno è trascorso, me lo ricordo l'ortopedico che mi intimava di non azzardarmi nemmeno a correre.
E' l'ultimo giorno di lavoro, anche se l'azienda ancora non lo sa. Io stessa lo so soltanto da ieri pomeriggio, e di venerdì pomeriggio è piutttosto difficile trovare aperti gli uffici che dovrebbero ufficializzare la situazione. E anche se lo fossero stati, oggi al lavoro ci sono solo io... a chi avrei dovuto comunicare la cosa? A un responsabile o supervisore tranquillamente a casa, tranquillamente in procinto di godersi il weekend?
Tutti mi dicono che ora finalmente starò tranquilla, e da un certo punto di vista è vero. Da un altro, riesco a vedere lunedì solo come l'inizio di una nuova, strana, inattesa vita. Una vita che non sarà come poco più di un mese fa la immaginavo, nè sarà come la maggior parte delle persone che mi conoscono si aspetta che sia. Una vita da cui il call center sarà escluso (e per ottenere un effetto del genere, credo che qualsiasi sfiga sarebbe la benvenuta), ma nella quale continueranno a rientrare scazzi col tecnico della caldaia e stress da ufficio pubblico e mille cose e scadenze da tenere a mente e la spesa da fare e tutto deve essere pronto per...
Oh, be', pazienza. In fondo essere adulti significa anche questo: nessuno fa niente al posto tuo, se vuoi che tutto sia come deve essere ti devi arrangiare. E se trovi qualcuno che faccia una piccola cosa per te, sollevandoti così da un pensiero, per quanto apparentemente infinitesimale, sii profondamente grata, bimba mia.
Sono giunta a riassumere due anni e spicci di lavoro qui dentro: una pila di carta alta una ventina di centimetri. E meno male che tenevo in ordine e buttavo le cose non più necessarie...
elipiccottero
giovedì, 26 febbraio 2009, ore 19:02
Be', la situazione è quella che è, vedo più i medici degli amici, chissà che sarà di me fra sei mesi, il tecnico della caldaia continua a non chiamare, e tutto il resto, ma...
Dovevo fare un percorso non lunghissimo, pianeggiante quando non addirittura in discesa, e mi sono presa un'ora per me stessa. Sarà stato il fedele lettore mp3 (siamo già al quarto o quinto auricolare... se li dessi ai gatti per giocarci li distruggerebbero meno velocemente), l'aria frizzante al punto giusto, la necessità di muovermi un po' per non impazzire, ma son riuscita a dimenticare di trovarmi in centro in mezzo a macchine e gente incazzata, e ho decisamente passeggiato.
Arrivata in piazza della Borsa sorridevo appena, ma sorridevo. Chiedendomi che avessero tutti attorno a me per essere così uniformemente imbronciati...
Sono e rimango convinta che una bella camminata dia più gioia di tante cose che si fanno comunemente per divertirsi (e non costa nulla).
La libreria Borsatti questa settimana sconta tutto al 30%, invece del 15% solito. Sabato ci faccio un salto, ma stavolta mi porto la sporta della spesa, se no faccio come al solito e arrivo a casa col mal di schiena.
elipiccottero
lunedì, 16 febbraio 2009, ore 19:50
"Che hai fatto per S. Valentino?"
Per fortuna la domanda non è stata rivolta direttamente a me (suppongo che qualsiasi idiota sia in grado di capire che la reazione sarebbe nucleare), ma l'ho sentita ronzare nell'aria - o circolare in rete - in questi giorni. Non ci badavo nemmeno alle superiori, e il bello è che in passato c'è stato chi fino all'ultimo ha fatto finta di niente, o addirittura apertamente dichiarato che si tratta di un'operazione commerciale (anche piuttosto goffa, in verità), per poi presentarsi con fiori o un regalino. Cose che accettavo con assoluta naturalezza e con piacere... salvo poi sentirmi dire dalle amiche che forse la coincidenza di giorno proprio così accidentale non era. E chi se ne accorgeva? Raramente so con esattezza che giorno sia.
Io per S. Valentino ho fatto la spesa, che non facevo da due settimane, e poi me ne son stata a cazzeggiare in casa, pulire un paio di stanze, fare altre cosucce casalinghe. Non ricordo con esattezza. Però è stata una giornata piacevole, c'era anche il sole. Ho concluso ironizzando su coloro che dichiarano apertamente di volere un partner, e si lamentano di non riuscire a trovare nessuno, facendo capire chiaramente (quando non lo dicono in modo esplicito) che chiunque andrebbe bene. Sono soprattutto donne, ma qualche esemplare di sesso maschile capita, di tanto in tanto. Sicuramente conoscerete qualcuno che corrisponde alla descrizione. Risultato medio: ottengono l'effetto esattamente contrario a quello sperato.
Ho voglia di casa. Di nido. Di focolare domestico. Di condividere una vita tranquilla con qualcuno cui voglio bene. Di potermi stringere a qualcuno, quando sono stanca o scoraggiata, magari poggiare la testa sulle sue ginocchia e farmela carezzare. In un certo senso, grande e grossa come sono, ho voglia di mamma.
elipiccottero
domenica, 15 febbraio 2009, ore 17:36
« La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto. » (cito la formulazione presente su Wikipedia)
Ho la fastidiosa necessità di organizzare tutto in modo ordinato, e con un certo anticipo. La cosa è in realtà limitata a certi aspetti della mia vita: le pulizie settimanali devono essere assolutamente fatte entro la domenica, la spesa deve essere fatta venerdì o sabato (farla domenica mi mette in subbuglio, gli altri giorni non sono nemmeno contemplati), se devo partire devo saperlo con almeno tre o quattro giorni di anticipo, e tutta una serie di piccole cose (pagare bolli e bollette, prendere appuntamenti, e così via) deve essere fatta prima possibile, così da evitarmi strette e contorcimenti gastrici. Tralasciamo poi ulteriori minuzie, di quelle che si ripetono di giorno in giorno, le quali devono essere fatte sempre nello stesso modo e soprattutto in un certo ordine.
Maniacalità o organizzazione? Non saprei. Nel complesso, salvo i contorcimenti di stomaco di cui sopra, se anche sgarro non vado incontro a terribili conseguenze, e riesco ad adattarmi funzionalmente agli imprevisti - sebbene non li accetti.
Ad ogni modo, c'è un metodo sicuro per rovinarmi la giornata: un fatto o una notizia imprevisti, che mi costringano a cambiare programmi (e quante più azioni sono coinvolte in questa variazione, tanto peggio sto). L'apice della tragedia si raggiunge se l'imprevisto capita in un giorno in cui non ho la possibilità di porvi rimedio.
Oggi mia madre mi ha telefonato, dicendo che mio fratello era disponibile ad aiutarmi per traslocare in un determinato weekend - cosa che sarebbe andata benissimo, se io avessi già avuto risposta in merito al problema attualmente in primo piano. Non avendola ancora, questa notizia mi ha di fatto precipitata in un vortice di stress, perchè significherebbe dover fare entro venerdì qualcosa per cui pensavo di avere a disposizione almeno un'altra settimana. Risultato (sebbene poi abbia chiarito con mio fratello): mal di testa, digestione bloccata, malessere generalizzato, e freddo.
Meno male che avevo organizzato tutto in modo da potermi godere questa domenica, senza essere costretta a far nulla, e senza pensare a nulla.
elipiccottero
mercoledì, 11 febbraio 2009, ore 15:07
La città mi confonde. La città con mille facce. Non che mi ci trovi male... ma c'è sempre qualcosa di leggermente sfocato, leggermente fuori posto. Tornerò a una dimensione più adatta a me, spero, e spero che il cambiamento mi giovi.
Esco di casa e incontro facce, persone, decine di persone diverse vestite in modo buffo o dimesso o assurdamente elegante o visibilmente da lavoro... e le facce sopra e dentro questi vestiti a volte sono in armonia con essi, a volte stonano perchè si vede che sono costrette a travestirsi o perchè hanno voluto strafare. Facce di anziani con occhi sospettosi, o buoni come quelli dei nonni delle fiabe; facce di padri e madri di famiglia, che si affrettano al lavoro o verso il supermercato, con una ruga fra le sopracciglia; facce di giovani coppie che si sorridono camminando mano nella mano; facce di giovani e vecchi che sembrano inseguire un loro pensiero, pur continuando a camminare spediti e a scansare gli ostacoli con movimenti precisi; facce di bambini che osservano a bocca aperta non si sa cosa...
Cosa c'è dietro tutte quelle facce? Cosa accade nelle loro vite? Possiamo fare supposizioni, basandoci sulle espressioni, sulle azioni, su poche parole colte quando le incrociamo. Forse indoviniamo. Forse, invece, siamo semplicemente accecati dal nostro modo di vedere la vita e certi suoi aspetti. Soprattutto, non conosciamo persone che vediamo ogni giorno, con cui magari lavoriamo o scambiamo un saluto e due parole quotidianamente, come possiamo presumere di leggere un'anima su un viso, e di leggerla correttamente, con tutte le sue emozioni e tutti i suoi segreti?
elipiccottero